Maestro spirituale pienamente realizzato, ha dedicato se stesso ad ispirare e servire coloro che cercano un significato più profondo nella vita. Egli cercò di offrire attraverso l’insegnamento della meditazione, della musica, dell’arte e della letteratura, dell’attività atletica e della sua stessa vita, dei modi per trovare pace interiore e appagamento.
Nato nel Bengala nel 1931, Sri Chinmoy entrò in un ashram (comunità spirituale) all’età di 12 anni. La sua vita di intensa pratica spirituale comprendeva meditazioni, anche di 14 ore al giorno, composizioni poetiche, saggi, canti devozionali, servizio di volontariato e attività atletiche. Ancora giovane ebbe molte esperienze interiori profonde ed ottenne la realizzazione spirituale. Rimase nell’ashram per venti anni, approfondendo ed espandendo la sua realizzazione, e nel 1964 andò a New York per condividere la sua ricchezza interiore con cercatori sinceri.
Sri Chinmoy è stata la guida spirituale per gli studenti dei Centri sorti intorno al mondo. Egli sosteneva che “la via del cuore” è la più semplice per fare un rapido progresso spirituale. Meditando sul cuore spirituale, il cercatore può scoprire il suo tesoro interiore fatto di pace, gioia, luce e amore. Il ruolo di un Maestro spirituale, secondo Sri Chinmoy, è di istruire i suoi studenti sulla vita interiore e di elevare le loro coscienze affinché queste ricchezze interiori possano illuminare le loro vite. Egli chiedeva ai suoi studenti di meditare regolarmente e di nutrire le qualità interiori che egli aiutava a portare alla luce. Sri Chinmoy insegna che per un cercatore la via più diretta per accostarsi al Supremo è l’amore. Quando un bambino ama il padre non si preoccupa di quanto importante sia il padre agli occhi del mondo, perché, grazie al suo amore, il bambino sente solo la sua unità con il padre e con quello che il padre possiede. Questo stesso approccio applicato al Supremo permette al cercatore di sentire che il Supremo e la Sua stessa Eternità, Infinità e Immortalità sono proprietà del cercatore.
Sri Chinmoy sentiva che la filosofia dell’amore esprime il legame più profondo tra l’uomo e Dio, aspetti della stessa coscienza unificata. Nel gioco della vita l’uomo appaga se stesso nel Supremo rendendosi conto che Dio è il suo stesso Sé più elevato. Il Supremo rivela Se Stesso attraverso l’uomo, che è il Suo strumento per la trasformazione e il perfezionamento del mondo.
Sri Chinmoy non chiedeva compensi per la sua guida spirituale, né per i suoi frequenti concerti o per le meditazioni pubbliche. Egli diceva che il suo compenso era il sincero anelito interiore del cercatore. Si interessava personalmente a ciascuno dei suoi studenti e quando ne accettava uno si assumeva la piena responsabilità del suo progresso interiore. Sri Chinmoy meditava di persona con i suoi studenti varie volte alla settimana e offrì regolarmente incontri di meditazione aperti al pubblico.
Sri Chinmoy accettava studenti di ogni livello di sviluppo spirituale, dai principianti ai cercatori avanzati, e li guidava amorevolmente, interiormente ed esteriormente secondo i loro bisogni individuali.
Sri Chinmoy conduceva una vita molto attiva, dimostrando chiaramente che la spiritualità non è una fuga dal mondo ma un modo per trasformarlo.
I suoi libri, i dipinti, la musica, i concerti, la sua attività di atleta e di sollevamento pesi, la miriade di programmi da lui ideati per portare intorno al mondo il messaggio di unità della famiglia mondiale, ispirano numerose persone in tutto il mondo. Sri Chinmoy ha offerto centinaia di conferenze e lezioni in università come Harvard, Yale, Oxford, Cambridge e Tokyo. Importanti biblioteche come la Biblioteca di Teologia di Harvard, la Biblioteca dell’Università di Yale della Scuola di Divinità, la Biblioteca del Congresso e della Scuola di Pace delle Religioni di Berkeley ospitano numerose sue opere.
Sri Chinmoy non riteneva necessario ritirarsi dal mondo per ritrovare se stessi, bensì sottolineava l’importanza di accettare la vita così com’è, vivendo e condividendo con gli altri la propria gioia e ricchezza interiore. I Centri da lui fondati, presenti anche in Italia, svolgono attività nel campo spirituale, sportivo e sociale, in modo gratuito e aperto a tutti.
Sri Chinmoy ha lasciato questo mondo, entrando nel Mahasamadhi, l’11 Ottobre 2007 all’età di 76 anni.